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Beati come Rane
Associazione Musicale ArteMusica
Corpo Bandistico Castelferretti
Corpo bandistico Viribus Unitis
 

Nasce insieme l'idea di musicare le poesie frutto di ciò che ognuno di noi ha dentro nei vari passaggi della vita, dall'amore alla tristezza, dalle esperienze di tutti i giorni alla vita notturna. Ciò ha fatto sì che tramite la musica il quartetto esprimesse le sensazioni delle poesie di Valerio "Lucidi".

Quattro Quarti Quartet

 

...il poeta "rivelatore"


vanita delle vanità tutto e vanità - havel havalim
...fumo di fumi tutto non è che fumo..
...ed ecco fumo..tutto è vento che ha fame...
...ed ecco tutto è vanità e un correr dietro al vento...

vanitas vanitatum et omnia vanitas. che resta all’uomo di tutto il suo affanno in cui si affanna sotto il sole? generazione che va, generazione che viene e la terra nel suo ciclo rimane. e sorge il sole ed il sole tramonta anelando al suo luogo dov’egli risorge. soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana e volgendo, volgendo il vento se ne va e sopra le sue spire ritorna il vento.

ecclesiaste I:2-14

 

Falce di luna
(con “Clarinet Rapsody”)

...alcuni brani...
dallo spettacolo effettuato
in Chiesa S. Maria
di Portonovo (Ancona)

                    Il lembo sciolto del mare svolazza
              sulla battigia, mentre la bagnante

       si risveglia dal sonno invernale.
    L’albero cresce o lascia andare

 dal ramo la foglia, il nastro
d’asfalto gira sul monte. Il coro

cantava d’ignote quadrelle d’oro.
Butto giù carne per fecondarti

 nell’alternarsi degli stessi gesti
  mentre lo stormo di molecole

      gira nella ruota variofulgida.
        Dal buco nero della ferita erotica

                  falce di luna l’alternarsi fissa
                  del gustoso mix di sangue e frutta

L’addio
(con “Schildren’s List”)

Su pozzanghere ai lati della strada
galleggiano coriandoli di luce.
Gli alberi spogli sono colonne
di tempio ai piedi di Macerata,

sotto le mura stanno serpi nere
a scrutare, strisciano senza testa,
volano le farfalle: un cono buio
in questo pomeriggio di festa.

Sulla panoramica fisso lo sguardo,
giudico, mentre affacciato resto
alla terrazza, poi la lingua estraggo,
mentre i capelli rossi abbraccio,

sulle punte quindi le sottili labbra
bacio. È freddo, tu non parli, i corpi
avvighiati senza senso. Ti dico addio
sotto casa  poi svolto e ritorno

al bivio delle macchine in sosta

Entra con me
(con “La vita è bella”)


Entra con me
nel respiro
della fisarmonica

entra con me
nella cassa della viola

entra con me
nell’ottava
scavalca l’arco del violino

sii la nota che balza il sì
che sposa il do

il collo dell’airone
nel crine dorato
della vite matura

Un improvviso rossore
(con “Blues”)

Non trova luogo, è fuori del mondo
Il pallone che con il suo folle volo
Ti imbarazza. Chissà che cosa
Ti ricorda, quale vergogna,

Da quale sogno ti risveglia.
Li chiamano matti, li imbottiscono
Di psicofarmaci, li imbavagliano,
Li ingabbiano come criminali

In finte case familiari, in reparti
Ospedalieri, con alti cancelli
Da cui non si deve fuggire.

Perché arrossisci? Perché non capisci
Dove hanno sbagliato, qual è e se c’è
Un ingranaggio rotto? Io guardo


...la collaborazione continua...


L’orologio a muro, tu forse pensi
Al loro cervello, alla carica
che con tre versi vorresti ridargli

 

 

 

 

 

 

 

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